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venerdì 17 giugno 2011

Torrente: "Alla libidine, faccio prevalere la concretezza"

E finalmente venne il gran giorno di Vincenzo Torrente, neo allenatore del Bari.Alle 11,30 di questa mattina, l'ex tecnico del Gubbio, protagonista di due promozioni consecutive col club umbro, si è presentato a giornalisti e tifosi in una affollata sala stampa.

In anteprima assoluta, Orgoglio barese.it vi riporta le prime dichiarazioni del successore di Mutti,partendo dalla scelta di guidare il Bari in una situazione difficile:"Come potevo non accettare Bari?Per me è una grande occasione per dare continuità a quello che ho fatto al Gubbio. L'obiettivo è ridare entusiasmo a una piazza delusa - continua Torrente - cercando di fare un calcio propositivo. Io sono ambizioso e quando si allena una squadra come il Bari si deve puntare a vincere. Ho avuto l'opportunità di andare in A, ma tra una squadra che deve salvarsi nel massimo campionato preferisco il Bari per puntare alla promozione"
L'ex capitano del Genoa,spiega il Bari che verrà:"Una cosa è certa: non voglio portarmi tutti i giocatori del Gubbio e fare il Gubbio2.Ho solo richiesto due giocatori dal mio vecchio club che ritengo pronti per Bari e sono il difensore Borghese e il portiere Lamanna.Utilizzo un 4-3-3,pratico un calcio offensivo che non trascura pero' la fase difensiva.Calcio libidine?Alla libidine preferisco la concretezza.Portero' con me tutto il mio staff che bene ha fatto nelle ultime annate vincenti!"

Scelto il tecnico, ora bisognerà pensare ad allestire una squadra competitiva:"La squadra verrà rifondata,tutti i giocatori con contratti onerosi andranno via.Proprio questa mattina,Angelozzi mi ha confermato che Gillet andrà via,quasi fatto l'accordo con un club di serie A!Con la società abbiamo pensato d'allestire una squadra che sia un mix di giovani e giocatori piu' esperti!"

A margine della conferenza stampa,ha preso la parola il neo amministratore unico del club di via torrebella, Claudio Garzelli:"Purtroppo la situazione del nostro club è ben nota,abbiamo poche risorse finanziarie e speriamo di vendere piu' giocatori possibili.Abbiamo ancora delle situazioni da ripianare,quindi i proventi delle cessioni seriviranno prima di tutto per questo,il rimanente verrà investito per acquistare calciatori.Nelle prossime settimane vi verrà presentato il mio progetto per il nuovo Bari che ho in mente.Non posso dirvi molto,ma vorrei una ristrutturazione totale del club!"

Nicola Lucarelli
Orgogliobarese.it

lunedì 30 maggio 2011

Garzelli: "Non possiamo programmare, ancora"


Tante le difficoltà susseguitesi con il passare dei giorni per il povero galletto, che ha visto parlare, oggi, il direttore generale Claudio Garzelli:"Al momento la situazione è in divenire.,Abbiamo superato -riporta orgoglio barese.it- lo scoglio irto dei pagamenti degli stipendi, propedeutico all'iscrizione al campionato,ora siamo piu' tranquilli.C'è pero' da dire che al momento la società non è in grado di fare nessuna programmazione,non c'è la liquidità per farlo.Puntiamo fortemente sulle cessioni dei giocatori per poter monetizzare il piu' possibile,anche se la maggior parte degli introiti verranno riversati per onorare altri pagamenti in sospeso!"

Come ben noto ultimamente, i membri biancorossi rimangono in trincea, non sbottonandosi più di tanto sulla questione legata alla società:"I Matarrese sono in silenzio perchè ci sono delle situazioni ancora da definire.Potrebbe esserci l'ingresso di nuovi imprenditori e stiamo valutando anche la loro situazione economica"
Ma, dopo tutti i soldi incentivati dal merchandising, diritti tv, marchio etc, perché cotajti problemi? Ecco la giustificazione di Garzelli:"Negli ultimi due anni ci sono stati investimenti importanti, sin dalla promozione in serie A.Dobbiamo anche dire che,anche nelle difficoltà, i Matarrese hanno comunque garantito la sopravvivenza al club!"
Marco Fornaro

giovedì 26 maggio 2011

Gazzi: "Si stacca la spina. Gli applausi? Non me ne sono accorto"


Ha messo grinta, passione e voglia per cercare, invano, di difendere dei colori trascurati dalla maggior parte dei galletti presenti in rosa quest'anno. Stiamo parlando di Alessandro Gazzi, mediano del Bari, che è sceso oggi in conferenza stampa raccontando la stagione dal suo punto di vista. Ecco ciò che riporta orgoglio barese.it:"Dopo un'annata cosi difficile, avevo la necessità di staccare un po' la spina.Mi fermero' ancora qualche giorno a Bari poi tornero' a Belluno, ma mai come quest'anno le vacanze serviranno per ricaricare le batterie!"

Il rosso, indiscusso idolo dei tifosi, parla dei complimenti ricevuti in questa stagione: "Sinceramente non sapevo che il mio nome venisse applaudito, dal tunnel dello spogliatoio non si sente granchè. Ovviamente fa piacere, anche se mi dispiace per i miei compagni che vengono contestati,ma avrei barattato volentieri qualche punto in piu' con i miei applausi!"

Come ormai di rito, la classica domanda sul futuro, cui segue una logica incertezza: "Non ho ancora parlato con la società, ma nei prossimi giorni prenderemo una decisione. A Bari mi trovo bene e lascerei questa città solo se trovassi una società che potesse migliorare la mia carriera."

Infine, una considerazione su mister Mutti:"E' un grande professionista e ha gestito alla grande una situazione difficile, sarebbe giusta una sua riconferma!"

sabato 21 maggio 2011

Mutti: "Penso di aver dato qualcosa di importante. Il futuro? Probabilmente lontano da Bari"


Eccolo li. È il mister, Bortolo Mutti, arrivato in momenti di assoluta incertezza, che rilascia le ultime parole in conferenza stampa della stagione. Come fatto da Donati ieri, anche il bergamasco parla di come è stata vissuta la settimana del "ritiro punitivo":"Sicuramente non è stata la solita settimana. E' stata una scelta che è stata presa dopo una partita incolore come quella del derby. La decisione del ritiro ha trovato d'accordo sia me che la società perché sapevamo che il derby sarebbe stata una partita difficile. Ci aspettavamo tutti noi qualcosa di più, io in primo luogo e, questo, mi ha fatto arrabbiare e mi è dispiaciuto molto anche perché so cosa significa il derby per la città Bari. Qualcuno ha detto che il ritiro era un pò fuori luogo e che questo doveva essere fatto molto prima se volevamo dare dei segnali. Questo ritiro è stato un segnale che è stato accettato, condiviso e portato a buon fine dai ragazzi lavorando e cercando di riflettere un pò tutti sulle proprie situazioni, colpe e di futuro perché sicuramente qualcuno sta già pensando al proprio futuro".
Poi, Mutti parla del suo futuro: "Penso -riporta goal.com- che il mio futuro sarà lontano da Bari. Quello che si prospetta è questo. Nel calcio son cose normali, ci sono dei percorsi sempre da condividere nelle difficoltà e poi nelle ricostruzioni. Il calcio va avanti, non si ferma a domenica. Bisogna già pensare a quello che sarà il futuro del Bari e quelli che saranno gli intendimenti della società. Questo sarà l'aspetto più importante che già credo ci sia nella dinamica operativa qualche soluzione. La società non è ferma. Il mio augurio è che si trovi subito una certa fase operativa che dia all'ambiente sportivo Bari delle certezze".
L'ex Messina non si pente della scelta di 100 giorni, circa, fa e si rammarica per i tanti infortuni di quello che era lo zoccolo duro della squadra: "Non sono affatto pentito della scelta che ho fatto perché la serie A è sempre la serie A. Nello stesso tempo la realtà Bari è una realtà che a me piaceva. Mi è sempre piaciuta come allenatore e come obiettivo. Ho sempre avuto nel cuore la voglia di poterlo allenare perché è un ambiente che considero importante e a livello professionale è gratificante. L'unica cosa che in cuor mio sentivo era quello che nell'accettare questo incarico poteva essere fatto un discorso di prospettiva di recupero degli infortunati che a fine febbraio, inizio di marzo, dovevano entrare in gioco. Questo è il mio grande rammarico. Ero convinto che nella gestione delle prime due - tre partite di sistemare la squadra tatticamente e anche fisicamente. Poi, avendo avuto a disposizione certi giocatori, sicuramente sarebbe iniziato il mio campionato. Non aver potuto usufruire di certi giocatori che erano in organico e che purtroppo hanno dovuto fare un percorso diverso, da Salvatore Masiello a Barreto, anche lo stesso Almiron fino ad arrivare a Kutuzov, giocatore che purtroppo non ho mai allenato. In cuor mio però ero convinto di poterli avere dopo due - tre domeniche. Purtroppo questo non è successo e questo è il mio rammarico più grande. Anche la società si aspettava questo. Le garanzie che erano state date non erano garanzie illusorie ma certezze. Purtroppo poi alla fine le cose sono andate diversamente"
Sul carisma dei ragazzi: "Quando le difficoltà si ingigantiscono c'è all'interno dei ragazzi qualcosa che si perde. Quando poi vedi che la difficoltà persiste e che le situazioni non migliorano o che la condizione mentale è usurata da una certa classifica, da una certa attesa, ti rendi conto che forse questi ragazzi non erano così leader o così forti caratterialmente per poter gestire il momento ed il percorso di difficoltà. Il giocatore non è uno schema, non è un qualcosa di matematico. E' una persona che vive di emozioni, di sue sensazioni, di fiducia, di stima e di autostima. Quando viene a mancare tutta questa miscela di cose allora viene a mancare tutto".
Sugli infortuni, nuovamente: "Gli infortuni subiti sono infortuni che purtroppo non ho potuto verificare personalmente e gestirli diversamente. Sono state situazioni che si sono un pò accavallate. Poi con le ricadute subite nella fase natalizia e a gennaio hanno creato una situazione destabilizzante creando un mercato di rincorsa particolare. Io non ho idea di come è stata gestita la cosa, il ritiro, il lavoro fatto ed il percorso. Io ho preso in mano la squadra da metà febbraio con le problematiche che tutti voi conoscete e che poi sono continuate a persistere. Alla fine i ragazzi non hanno più avuto la gioia di rientrare in squadra".
Poi, un esame di coscienza sulla "sua stagione": "Sotto l'aspetto professionale penso di aver lasciato qualcosa d'importante. Non mi sono mai smarrito, non mi sono mai perso e non ho creato situazioni di umiliazione alla squadra. A parte poche partite, la squadra è sempre uscita a testa alta, si è sempre confrontata bene. E' sempre stata frustrata da situazioni arbitrali incredibili. Il Bari è sempre stata una squadra considerata e stimata, mai sottovalutata. Questo è frutto del lavoro e della serietà del mio staff. Per il resto è chiaro che quando parti per costruire un progetto devi avere anche delle idee e delle situazioni sulle quali programmare un certo tipo d'impianto tecnico - tattico. L'allenatore fa parte anche di questo. La società creerà le situazioni di lavoro. Se ci fossero stati meno problemi societari che si stanno risolvendo, si poteva avere qualche idea in più sul futuro. Purtroppo Bari in questo momento ha una realtà societaria che si deve stabilizzare. Penso che la famiglia Matarrese, come ha sempre fatto, si prenderà la responsabilità di creare un altro progetto calcistico che soddisfi la tifoseria del Bari".
Infine, conclude con un grazie ai sempre presenti tifosi del galletto: "Devo ringraziare i tifosi del Bari perché non è facile accompagnare una squadra in serie B per così lungo tempo vivendo una realtà così sofferta. La Sampdoria è retrocessa in due domeniche. Il nostro percorso è stato molto più particolare. Devo dire che in casa o fuori casa, al di la di certi momenti di arrabbiatura, i tifosi sono sempre stati vicini alla squadra a parte quello che è successo nel derby che devi mettere un pò in conto. Hanno accompagnato il Bari in serie B soffrendo, mantenendo alta la testa. L'augurio è quello di rivederli presto a livelli alti. Non devono mai mollare perché è facile cavalcare le cose quando sono belle o sono positive. Capitano anni come quello che è capitato quest'anno al Bari. Devono appoggiare la società e devono rimanere tifosi come hanno sempre dimostrato fino ad ora".
Marco Fornaro

venerdì 20 maggio 2011

Donati: "Abbiamo peccato di presunzione. La tifoseria? Dispiace per il rapporto incrinato"


È toccato, questo pomeriggio, dinanzi ai giornalisti, a Massimo Donati parlare in conferenza stampa. Il centrocampista classe '81 non ha ben figurato, come del resto quasi tutti i suoi compagni, in questa amara stagione vissuta dal Bari. Ecco quanto riporta solobarinews, iniziando a parlare del ritiro punitivo: “Non è stato il massimo per noi giocatori, specie dopo una stagione così quando ormai non serve più a nulla. Per me che ho tre figli a casa, non è l’ideale, lasciare tutto e partire in ritiro punitivo, ma anche per gli altri non è stato bello. Ma è una scelta societaria, e volenti o nolenti, va rispettata”.

Il mediano del galletto ha, recentemente, accettato la spalmatura degli ingaggi. In merito a ciò rilascia un commento, criticando la stampa locale e in un certo senso, "assolvendo" coloro che, dopo la pessima stagione, hanno preferito esser fiscali sul contratto: “Sono molto dispiaciuto che i compagni che non hanno accettato la spalmatura dell’ingaggio siano stati oggetto di insulti ed attacchi da parte dei tifosi. A mio avviso, sono state scritte tante fesserie (il giocatore si riferisce precisamente al fatto che chi non ha accettato la spalmatura dell’ingaggio non avrebbe avuto altra scelta che rifiutarsi, mentre come è stato osservato da qualche giornalista, la dirigenza aveva comunicato ufficialmente agli organi di stampa e giocatori in primis, che lo stipendio dilazionato non avrebbe comportato alcuna sanzione, ne tanto meno una decurtazione dello stesso) che sono state male interpretate dai più esagitati e portato poi a quello che è accaduto. Coloro che non hanno firmato hanno tutto il mio rispetto, e ci deve essere anche da parte degli altri, perché i contratti esistono per essere rispettati. Evidentemente avevano altre adempienze, io insieme ad un’altra buona parte della squadra abbiamo aderito alla spalmatura, ma senza nulla togliere al rapporto con gli altri compagni, che a parte qualche battuta di circostanza nello spogliatoio, è rimasto tutto invariato”.

Poi, prova a giustificare il terribile anno dei biancorossi: “Il nostro errore parte da inizio stagione, in quanto non ci siamo resi conti che il campionato straordinario realizzato nel primo anno fosse impossibile da ripetere. Siamo partiti, inconsapevolmente, con troppa presunzione che ci ha fatto perdere di vista la realtà e, non cogliendo i segnali già dalle prime sconfitte, abbiamo lasciato che ne avvenissero altre, vuoi per episodi sfortunati, numerosi infortuni e tanto altro; quando abbiamo provato a rialzare la testa e salvare il salvabile era già troppo tardi, il campionato era già compromesso. Io mi assumo le mie responsabilità perché so che avrei potuto fare meglio, ma è stato difficile per tutti e non solo il sottoscritto ha reso sotto i suoi livelli standard”.

Donati ha, poi, parlato dei rapporti, distrutti, con la tifoseria barese: “Mi dispiace che il rapporto con la tifoseria che ci amava lo scorso anno, in questa stagione si sia incrinato; ora siamo tutti sotto l’occhio del ciclone, fischiati ed insultati ad ogni pallone che tocchiamo. Dispiace veramente per tutto e per come è andata a finire. Sarebbe un handicap partire la prossima stagione, sapendo che già dalla prima di campionato i tuoi tifosi ti fischiano anziché sostenerti”.

Infine, classica chiosa sul futuro, incerto anche per il giocatore cresciuto nell'Atalanta: “Personalmente sento ancora la stima della società e il rapporto con la tifoseria potrebbe anche ricucirsi se condito da risultati e buone prestazioni. Ma non è semplice. E soprattutto bisognerà vedere non appena sarà chiusa la stagione, i progetti e le ambizioni della società, il modo in cui la dirigenza deciderà di rilanciarsi puntando su giocatori di esperienza e di categoria o, eventualmente, come è legittimo che sia, su un gruppo di giovani promesse e giocatori del vivaio. Non dipende da me come ho già detto, ho ancora un contratto di due anni che mi lega al Bari. L’Atalanta? Al momento non ho ricevuto alcuna offerta ne da loro ne da altri club”.
Marco Fornaro

mercoledì 18 maggio 2011

Grandolfo: "Derby emozionante. Floccari? Meglio Gilardino"


Movimento, abilita, forza della volontà. Oltre alle caratteristiche mancate ai giocatori del Bari quest'anno, sono le abilità di Francesco Grandolfo (19) che ha rilasciato delle dichiaraIoni, riportate dal sito ufficiale dell'As Bari: "E' stata un'emozione giocare il derby. Avevo provato questa emozione solo con la Primavera, ma in prima squadra è tutta un'altra cosa. Credo sia il sogno di tutti i baresi giocare una partita così. Anche se l'abbiamo persa per me è stata una gara diversa. Ho cercato di seguiri i consigli di gente esperta come Gazzi, Parisi, A. Masiello. Questo mi ha dato la possibilità di entrare tranquillo e fare cose semplici come come tra l'altro mi avevano consigliato anche mister Mutti ed il mio mister della primavera Maiellaro."

Della sua forza se ne sono accorti tutti, tanto che Mutti lo definisce il nuovo Floccari: "Le parole del mister mi fanno piacere anche se a me piace tanto Gilardino."

Dopo il derby interno perso, l'unica nota positiva del Bari potrebbe calcare il terreno di gioco dal primo minuto, in quel di Bologna: "Lo spero, mi alleno sempre al massimo, poi sarà il mister a decidere se schierarmi dal primo minuto o meno."

La classica chiosa sul futuro viene riservata anche a lui, che però non sembra aver ricevuto segnali di conferma da parte della società: "Io sono di Bari e vorrei restare a giocare nella squadra della mia città, ma queste sono decisioni che farà la società."

domenica 15 maggio 2011

Mutti: 'Ci gioceremo il match a testa alta"


La settimana che porta al derby con il Lecce, nonchè all'ultima gara casalinga nella massima serie, ha assunto toni piuttosto caldi, al limite dell' infernalità. Nel giro di poche ore si è passato dalla risoluzione (in parte) della vicenda degli stipendi alla contestazione dei tifosi, con contestuale aggressione di qualche giocatore, nella giornata di mercoledì. Il Bari, da giovedì fino ad oggi, si è allenato a porte chiuse, per riportare quella tranquillità e quella calma, con l'aggiunta della dovuta concentrazione, per affrontare al meglio la sfida contro il Lecce. Nella conferenza stampa della vigilia, Bortolo Mutti è tornato sui fatti di mercoledì e, a tal proposito, ha dichiarato: "La contestazione è stata vissuta con grande apprensione perché è stata una contestazione abbastanza pesante, dura. Poi la stessa è rientrata. Quella di domani per la nostra tifoseria sarà una partita di una certa importanza. Da giovedì, parlando con i ragazzi, si è cercato di smussare certe situazioni e di ritornare sulle nostre priorità che sono il lavoro, la capacità di valorizzare al massimo quelle che sono le nostre ultime possibilità per onorare questa serie A con i mezzi che abbiamo. Sicuramente - aggiunge -  in questo momento con alcune defezioni e con certe situazioni rendono questa squadra in emergenza. Penso però di poter dire che lo spirito per affrontare il Lecce sarà quello giusto per affrontare la partita nel migliore dei modi".

Il tecnico biancorosso ha poi inquadrato meglio la gara di domani: "Per me sarebbe importante riuscire a centrare la vittoria al di là che vivo il derby in maniera sempre abbastanza serenamente per non trascinare certe cose oltre il limite anche se lo sento - riporta goal.com - Bisogna avere la lucidità di non andare oltre un certo tipo di esasperazione sapendo che è una partita di una certa importanza. A questo derby ci tengo molto e lo vivo professionalmente in maniera particolare perché riuscire a dare una soddisfazione ai nostri tifosi per me sarebbe molto importante. Mi auguro ci sia una risposta importante da parte dei ragazzi".

L'allenatore bergamasco ha poi lanciato un messaggio dai connotati piuttosto forti che evidenzia come, lo stesso Mutti, voglia continuare a svolgere fino in fondo il suo dovere: "C'è chi tiene alla maglia e chi no. Questi ultimi non faranno parte del gruppo". Inoltre, in merito alla formazione che scenderà in campo domani, Mutti non ha lanciato indicazioni, salvo la non convocazione di Ghezzal, escluso per motivi tecnici.

Infine il tecnico del Bari ha commentato le dichiarazioni di Zamparini, che lo vorrebbe sulla panchina del Palermo: "Ho letto ieri quanto ha dichiarato Zamparini. Mi fanno piacere le sue parole sotto l'aspetto professionale ma non più di tanto. Dobbiamo prenderla per quella che è. E' un riconoscimento che sicuramente mi ha fatto piacere".
Tuttobari.com

venerdì 13 maggio 2011

Bentivoglio: "Sarò sempre grato al Bari e a Verona non ci torno"



Il derby è sempre il derby ed i giocatori lo questo lo sanno. Lo avranno capito meglio dopo l'aggressione (censurabile) di ieri pomeriggio che ha visto come maggiori indiziati Nicola Belmonte (ha subito due schiaffi in pieno volto) e Edgar Alvarez (lui i ceffoni gli ha evitati).

La seduta di allenamento è stata sospesa e a parlare del calcio giocato ci ha pensato il centrocampista ex Chievo, Simone Bentivoglio, rigenerato da quando è approdato in riva all'Adriatico. Per lui, quella di Palermo, è stata la seconda gara in cui è andato a segno: "Dobbiamo fare i professionisti e lasciare alle nostre spalle tutto ciò che è accaduto e che sta accadendo, rimanendo concentrati su ciò che è il vero tema di settimana: il derby con il Lecce. Vogliamo e dobbiamo vincere per il bene dei tifosi che hanno visto sconfitte succedersi a sconfitte e vorrebbero vedere i tre punti almeno in questa delicata, quanto difficile, sfida. Difficile perchè troveremo una squadra in salute e con molte motivazioni per la sfida di Napoli che hanno meritatamente vinto. In più hanno stimoli in più, in quanto devono ancora raggiungere l'obiettivo iniziale, quale la salvezza. Ma, come abbiamo dimostrato ultimamente non regaleremo nulla a nessuno, specialmente al Lecce" .

Poi, parla della sua vena realizzativa, incredibilmente sbloccata per due volte consecutive, cosa che non gli era mai riuscita prima in carriera: "Devo ammettere che pur non essendo un goleador, ho sempre pensato a segnare. Ci ho provato con ostinazione. È paradossale che io abbia segnato per due volte consecutive in una stagione che non è andata per il verso giusto in nessun caso. Comunque è inutile piangere sul latte versato e come dice il vecchio detto "non c'è due senza tre", dunque spero di infilare anche Rosati. La mia stagione personale, coronata da questi due gol, mi sta aiutando molto anche sul fattore psicologico, dove ora sono più convinto dei miei mezzi". Continua, dicendo che Mutti lo ha designato in un ruolo che permette lui di stare più vicino agli ultimi 20 metri di campo: "È il ruolo -dice secondo la Gazzetta Dello Sport- ideale per me. Tutto ciò mi rende più partecipe al gioco offensivo, potendo svariare su più fronti. Come una mosca. Sono contento di questa posizione tattica, perché posso dare una mano in entrambe le fasi: offensiva e difensiva" Continua, parlando del suo stato d'animo: "Non posso essere di certo contento dell'annata per via della retrocessione subita che è un brutto colpo per un professionista. Purtroppo non siamo riusciti a centrare l'obiettivo-salvezza che ci eravamo posti con i compagni. Più che le belle prestazioni, era questo che contava seriamente. Certo, ho la magra consolazione di aver potuto dare il massimo, ritrovando la continuità che con il Chievo avevo perso" Infine, classica chiosa sul futuro dove farà ritorno (per via del prestito al Chievo) in patria, per poi non rimanerci: "L'anno prossimo giocherò ovunque, ma non a Verona. Se penso che quando sono venuto a Bari, i dirigenti della società veronese mi hanno tranquillamente lasciato andare, dicendomi che non ero più nei loro programmi... Ne ho preso atto e da parte mia nulla è cambiato. Se cambiassero idea i dirigenti, peggio per loro. Non ritorno sui miei passi. Il mio futuro è altrove. In fondo attenderò solamente una richiesta da altri club. Rimarrò sempre grato al Bari. Qui ho dimostrato chi sono e ho fatto vedere che la serie A fa parte di me"

Marco Fornaro

Gazzi: "A noi il derby. La Lazio? Non so nulla"


"Il derby per noi è una gara importante anche se la stagione ormai ha detto che siamo in serie B". La presenta così, Alessandro Gazzi, la trentasettesima giornata di serie A. L'ultima al San Nicola in A: "Come partita la sentiamo molto anche noi, oltre che i tifosi, giocheremo mettendoci in campo tutto il massimo. Non regalermo niente a nessuno così come abbiamo fatto sempre. Abbiamo -riporta tuttobari.com- una maglia da onorare e vogliamo cercare di chiudere a testa alta questa stagione davvero sfortunata. Vogliamo salvare il salvabile".

Scontata la chiosa sulla contestazione di mercoledì all'Antistadio: "Non sono stati giorni facili, ma noi dobbiamo pensare ad allenarci e a fare il nostro domenica in partita".

Infine, commento sul futuro: "Con il Bari ho ancora due anni di contratto. Con la società ne parleremo a giugno, vedremo e valuteremo anche in base a quello che vorrà fare la società con me. La Lazio? Non posso confermare l'interesse della squadra biancoceleste perchè io non ne so davvero nulla."
Marco Fornaro

giovedì 12 maggio 2011

Kopunek: "Caro Lecce, in B ci vieni con noi"


Combattente, interditore...tutto cuore e polmoni. Stiamo parlando del centrocampista slovacco, Kamil Kopunek , che sabato ha disputato la sua terza presenza con la maglia del galletto, seconda da titolare dopo quella di 7 giorni prima con la Roma. Il centrocampista ha parlato, iniziando con l'argomento della contestazione, a telebari ed ecco quanto riporta orgoglio barese.it: "Una contestazione di quel genere ci sta, avviene in tutto il mondo e mi è capitato spesso anche quando ero nello Spartak Trnava. I tifosi chi hanno chiesto di dare il massimo e noi lo faremo: vogliamo portarci il Lecce in B con noi!"

Kopunek ha, poi, parlato della sua breve avventura in riva all'Adriatico: "Sono contento di aver scelto Bari e non è un problema se non ho giocato da subito. Il calcio italiano è molto tattico e fisico ed è stato giusto non utilizzarmi subito. In allenamento e guardando i miei compagni ho imparato molto"

Molto simpatico alla folla, l'autore del gol decisivo che ai mondiali in South Africa eliminò l'Italia, non promette nulla sul suo futuro: "Non so ancora cosa faro' a fine stagione. Non ho parlato con i dirigenti, ma tenete presente che nello Spartak Trnava ero il capitano e uomo simbolo"
Marco Fornaro

Garzelli: "Certe cose non devono accadere"


Ieri un centinaio di ultrà hanno invaso il campo d'allenamento e Nicola Belmonte ha anche ricevuto uno schiaffo. Così ha parlato il direttore generale del Bari Claudio Garzelli: "Questi episodi -riporta televideo- non dovranno più accadere e la prossimità del derby non ci assolve dalle nostre responsabilità. Qualche tafferuglio al centro del campo ci risulta. E non è pensabile che avvengano queste situazioni. Sarà nostra priorità garantire la sicurezza dei tesserati".

Giovanni Cardone

mercoledì 11 maggio 2011

Gillet: "Era il minimo che dovevo fare per Matarrese. Il derby? Cercheremo di regalare gioie ai tifosi"


Ha salvato più volte l'onore del Bari, anche se quest'anno non ha, nonostante le prodezze degne del suo valore, compiuto l'impresa di salvare il galletto. Ma d'altronde a calcio si gioca in 11...
Stiamo parlando di Jean-François Gillet, estremo difensore belga, che ai microfoni di TMW si è espresso , trattando vari temi inerenti le vicende societarie e il derby:
"La situazione riguarda tutta la squadra, ma chiaramente la decisione è più individuale. Io da dieci anni sono al Bari, c'è chi è in prestito ed è arrivato da due mesi e magari ha preso altre decisioni. Per me dare una mano al Presidente era il minimo, lo conosco bene e so che è una persona per bene e giustamente ha chiesto un favore. Era il minimo che potessi fare per lui". La decisione è sì individuale, ma la non disponbilità di giocatori come Almiron e Barreto, che dovevano essere le colonne portanti del Bari del futuro, evidenziano la spaccatura di un gruppo che ormai ha bisogno di nuova linfa vitale.

Poi, parla del derby, dove non si conoscono le vere ambizioni dei biancorossi, sicuramente meno motivati dei salentini:: "Sicuramente la situazione non è bella, abbiamo tanti pensieri in questa settimana e non è facile. Ci stiamo preparando a questo derby e vogliamo dare una gioia ai nostri tifosi".
Infine, classica chiosa sul futuro: "Preferisco valutare alla fine, vediamo cosa succede e vedremo alla fine il da farsi". Piccoli dubbi incombono...

venerdì 6 maggio 2011

Mutti: "In campo con la consapevolezza giusta"


In vista del match privo di senso da disputarsi domani contro il Palermo, ha risposto alle poche domande dei giornalisti presenti Bortolo Mutti, solito presentarsi alle vigilie dei match del Bari: "Nello spogliatoio -riporta tuttobari.com-, c'è la consapevolezza di vivere un momento che nessuno si aspettava, al di là della classifica e del campionato. Mi auguro che tutto si risolva per il bene del Bari perchè sarebbe un'altra pesante sconfitta oltre quella tecnica e che il Bari possa continuare a costruire il suo futuro. Questo è proprio l'augurio di cuore che faccio a questa società".

Il tecnico ha poi indennizzato l'argomento sulla partita di Palermo: "Voglio continuare ad avere delle risposte da parte dei ragazzi che comunque ho visto determinati. Vorrei che non ci fosse un passo indietro rispetto a quanto dimostrato con la Roma. Andiamo a Palermo sicuramente non per fare brutte figure pur sapendo tutti i limiti che abbiamo. Non dobbiamo staccare la spina".
Marco Fornaro