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venerdì 3 giugno 2011

Settimana decisiva la prossima per il Bari

La prossima settimana si attendono importanti novità sia sul piano societario, sia per la nomina del nuovo allenatore dell'as Bari. Attualmente il ds Guido Angelozzi è in giro per l'Italia (ma anche in Europa) per cercare di vendere alcuni giocatori. Egli ha ricevuto, infatti, un mandato pieno dal presidente Vincenzo Matarrese, per cercare di ridurre il tetto ingaggi e indirettamente fare un ripulisti di giocatori che, nell'ultimo campionato di serie A, hanno disatteso le aspettative di società e tifosi.
I giocatori più richiesti, al moment, sono Vitor Barreto (è tornata a farsi sentire la Fiorentina), Jean Francois Gillet (ha mercato in Italia, Catania e Siena, e in Belgio) e soprattutto Andrea Masiello, sul quale si è fatto incessate il pressing del Genoa. Il difensore barese è anche conteso da Antonio Conte, il quale lo vorrebbe con lui alla Juventus. Il norveggese Huseklepp, potrebbe andare al Celtig e comunque in una società estera. Per Kutuzov si parla invece di un suo trasferimento a Barletta. Restano da sistemare tanti altri giocatori, Castillo su tutti, e da risolvere molte comproprietà, fra cui quelle di Carobbio e di Kamata, con il Siena.
Com'è noto, sono rientrati alla base tanti giovani sparsi per l'Italia: Marotta, Bellomo, Albadoro, Galano, Piccinni, ed altri. Da non dimenticare l'exploit di Grandolfo. Bisognerà vedere quanti di essi potrebbero far parte del futuro progetto. A deciderlo sarà il nuovo allenatore, ovviamente.
Ed a proposito del tecnico che sarà chiamato a sostituire Bortolo Mutti, la prossima settimana è atteso, come già detto, l'incontro decisivo tra il presidente e il ds Angelozzi. Nei giorni scorsi si sono fatti tanti nomi, come spesso succede in questi casi. Durante il toto allenatore, si è parlato di Ficcadenti, Iachini, Giampaolo. L'impressione è che il Bari il prossimo anno voglia puntare su un allenatore giovane: Auteri, Aglietti, Di Francesco, i nomi più gettonati. Staremo a Vedere. Certo, per Angelozzi si prevedeno mesi impegnativi.
Sul piano societario, pare si stia muovendo qualcosa. Oltre a Guastamacchia e Ladisa potrebbero essere interessati altri imprenditori locali. Anche in questo caso si cerca di stringere i tempi per consentire alla società di iniziare a programmare la prossima stagione. L'ingresso di nuove risorse economiche nelle casse del Bari, in un momento di difficoltà, potrebbero portare nuova linfa. Lo sperano soprattutto i tifosi. Molti si chiedono se il Bari riuscirà a risalire subito in serie A. La sfera magica non ce l'ha nessuno. Aspettiamo di vedere le prime mosse della società e poi magari si potranno fare delle previsioni più attendibili.
Leonardo Gaudio

Sig. Triggiani, non faccia il don Chisciotte

Egr. sig. Michele Triggiani, Aministratore del sito Pianetabiancorosso,
Le scrivo per ricordarle che il suo sito - come molti altri dello stesso genere - esiste grazie all'as Bari calcio ed in particolare a chi consente, eroicamente e stoicamente, da 35 anni, la sua sopravvivenza, ovvero la famiglia Matarrese. Secondo Lei, in un paese normale, si può essere tifoso di una squadra e nello stesso tempo contestare e osteggiare pesantemente il proprietario della stessa?
Inoltre, con quali pretese e soprattutto quale autorità Lei chiede al presidente Matarrese di andarsene? Fino a prova contraria, l'as Bari è una società privata. Per sostituirlo con chi, poi? Con nessuno, compiendo un salto nel buio. Lei pur di mandare via Matarrese, sarebbe disposto ad uccidere la passione e la fede in molti tifosi baresi. Sono anni, oramai, che Lei è strenuamente impegnato alla ricerca di acquirenti, disposti a rilevare il pacchetto azionario dell'as Bari, rimediando insuccessi e figuracce per la inconsistente rilevanza economica degli stessi. Recentemente ha persino fatto una colletta per acquistare una pagina di un quotidiano nazionale, per richiamare l'attenzione di altri imprenditori, nazionali ed esteri. Con quali risultati? Zero.
Se ritiene, poi, che sia meglio l'eccellenza che questa presidenza, perchè quando è risorto il Liberty Bari non ha sostenuto la società del presidente Flora? A quest'ora, visto che Lei è così bravo e competente, con una promozione all'anno, sarebbe già in serie A.
Devo ammettere che tutti questi suoi insuccessi avrebbero fatto disistere chiunque in un ruolo che non Le compete. Lei continua, invece, imperterrito e con ostinatezza nella sua azione. Ed è per questo che l'ammiro (nonostante tutto). La apprezzerei di più se, invece di continuare a fare il don Chisciotte della Mancia, utilizzasse il suo sito chiamando a raccolta utti i veri tifosi intorno alla squadra e alla società, contribuendo a creare i presupposti di una rinascita, vera e concreta. E soprattutto la smettesse di fare la guerra a Matarrese, sapendo di uscirne sempre sconfitto. Compia un gesto di grande civiltà e maturità: chieda scusa al presidente per gli insulti e gli improperi rivolti nei suoi confronti, mancandogli di rispetto. Se lo facesse, sono sicuro che sarebbe apprezzato da tutti, in primis dal sottoscritto.
Oramai, si faccia capace: sulla terra non vi sono alternative all'attuale proprietà. Ascolti il mio consiglio, in attesa che arrivi qualche acquirente da Giove, Mercurio... si tenga stretto Matarrese.
Con stima.
PS. Se Lei me lo chiederà in prima persona sarei disposto ad impreziosire il suo Sito della mia collaborazione.
Leonardo Gaudio

mercoledì 1 giugno 2011

Una replica esagerata. Un risentimento ingiustificato

Dopo aver letto la lunghissima e articolata replica di Massimo Longo, mi è venuto un giramento di testa, mi sento tuttora stordito. Sinceramente, se dovessi replicare su tutto non ce la farei, primo perchè il mio livello culturale e professionale è nettamente e chiaramente inferiore al suo; secondo perchè non ho a disposizione, come lui, una schiera di avvocati con i quali consultarmi. Giusto l'indispensabile, insomma, per cercare di non fare la figura del miserabile.
Innanzitutto, la mia citazione del più popolare giornalista sportivo americano degli anni '80, Haward Cosell, il quale accumuna la professione della prostituzione a quella del giornalismo sportivo, non era affatto rivolta a Massimo Longo, ma alla categoria in generale, che negli ultimi tempi è caduta molto in basso. Preciso, inoltre, che la citazione l'ho ripresa da un testo sulla deontologia del giornalista, pubblicato dall'Ordine e dal Consiglio nazionale dei giornalisti (consiglio a Massimo Longo di darle una sbirciatina). Quindi, non è una mia invenzione. Se Massimo Longo si è risentito e ritiene di avere la coda di paglia è un suo problema. Ma certamente, ribadisco, non mi riferivo a lui, in particolare.
L'unico punto che mi sento di controbattere è quello relativo alla natura pubblica dell'as Bari. Il fatto che i tifosi paghino il biglietto e l'abbonamento, non li autorizza a ritenersi soci a tutti gli effetti di una società di calcio. L'as Bari essendo una Società per azioni la proprietà è solo ed esclusivamente di chi detiene le azioni, i tifosi sono semplici fruitori di uno spettacolo calcistico dal vivo, bello o brutto che sia. Insomma, affermare che l'as Bari sia una società pubblica significa far credere ai tifosi di essere azionisti del club, quando non è vero. Altrimenti, chi paga il biglietto e si abbona al cinema o al teatro dovrebbe ritenersi anch'egli proprietario del cinema e del teatro, in cui si reca ad assistere ad un film, una rappresentazione teatrale o un'opera lirica. Quindi, fare una affermazione del genere è pericoloso. E Massimo Longo, dall'alto e dallo spessore della sua cultura e professionalità, dovrebbe saperlo.
Infine, Massimo Longo deve sapere che io non ho la presunzione che gli altri condividano tutto ciò che dico e scrivo. E' evidente che, sul piano culturale e dell'esercizio della professione, siamo su sponde opposte. Sul piano personale e professionale, a differenza sua, non mi sbilancio in alcun giudizio.
Caro Massimo, io ho detto la mia, tu la tua, è giusto che siano i lettori a giudicare. E' evidente che abbiamo una concezione diversa su come esercitare la professione. Con la stima di sempre.
Leonardo Gaudio

martedì 31 maggio 2011

Giornalisti come prostitute?

Howard Cosell, il giornalista sportivo americano, più famoso degli anni '80, sosteneva, a ragione, che: "Esistono due mestieri che si possono fare con poca esperienza: uno è la prostituzione, l'altro è il giornalismo sportivo. Troppo spesso diventano la stessa cosa''. Parole sante, le sue. Aveva ragione Cosell. In effetti il giornalismo sportivo oggi è in mano a dei dilettanti allo sbaraglio, senza cultura ed esperienza. Da qualche tempo a questa parte è stata inventata la figura del "giornalista tifoso'', non prevista dalla carta dei diritti doveri del giornalista sportivo. Tutto ciò è sufficiente per dimostrare come siano impunemente violati i valori dell'etica e della deontologia professionale, diventati oramai degli optional. Sbagliatissimo!
Nel momento in cui il giornalista dimentica i propri diritti e doveri e assurge al ruolo di tifoso, diventa rischioso per la testata a cui lavora e pericoloso per la società civile. Ma se una testa permette a un siffatto giornalista di poter violare le linee guida della professione, allora significa che qui siamo al grottesto, ad una sorta di "Corrida''. Sorprende come mai, di fronte a tali gravi violazioni, gli organismi competenti, su tutti l'Ordine dei giornalisti, non intervengano, facciano finta di non vedere e di non sentire.
Su facebook è partita una iniziativa spontanea da parte di gruppi di persone, definite "cani sciolti'', che vorrebbero organizzare una contestazione (udite! udite!) "seria e pacifica'', contro il presidente del Bari calcio, Vincenzo Matarrese. A questa iniziativa sono stati invitati alcuni giornalisti a darne risalto. Prima osservazione: chi è l'organizzatore della manifestazione? (Pseudo)tifosi. A quale gruppo appartengono? Nessuno. Si tratta dei requisiti minimi per poter scrivere un articolo da parte di un giornalista. Già in passato sono state organizzate manifestazioni del genere, a cui poi hanno partecipato solo poche persone.
Ho visto che c'è stato qualcuno che ha dato risalto all'iniziativa usando dei termini, a mio avviso, impropri, quasi volesse incitare i "cani sciolti'' alla violenza. Addirittura, nel suo resoconto parla di 35 anni di "oligarchia'', insomma una sorta di dittatura da parte dei Matarrese. Probabilmente, egli confonde il ruolo di una società di calcio, privata, con quello di un capo di Stato, pubblico. E' come mettere sullo stesso piano Matarrese e Gheddafi. E' semplicemente assurdo, anacronistico. La verità è che, come al solito, qualcuno predica bene e razzola male: si predica la non violenza fuori e dentro gli stadi e poi la si incita con articoli a dir poco provocatori oltre che offensivi verso una persona onesta che ha un'unica colpa: quella di aver garantito per 35 anni il calcio professionistico in una città, come Bari, sporca, puzzolente, degradata e insicura. Senza che sia riuscita, in tutti questi anni, a trovare un'alternativa ai Matarrese.
Leonardo Gaudio

lunedì 30 maggio 2011

Tutto tace...

Sono in molti a chiedermi se ci sono novità sul futuro del Bari. Al momento non ve ne sono. Stasera il ds Guido Angelozzi rientra dall'Inghilterra dove ha assistito alla finale di Champions League e soprattutto ha avuto contatti con alcune società anglosassoni, tra cui il Celtic Glasgow,

per la cessione di Erik Huseklepp, l'attaccante norveggese arrivato a gennaio a Bari. Per il resto si brancola nel buio più totale. Un po' a causa di sopravvenute e momentanee difficiltà economiche e poi perchè il presidente Vincenzo Matarrese, non ha ancora metabolizzato la imprevista e inaspettata retrocessione in serie B, dopo appena due anni di permanenza in serie A.
Al ds Angelozzi è stato dato il compito di vendere quanti più giocatori possibili, prima per fare cassa e abbassare il tetto ingaggi, secondo per mandare altrove quei calciatori che in qualche modo non hanno dato quanto ci si aspettava. I cosiddetti pezzi pregiati del mercato dell'as Bari sono Andrea Masiello, Vitor Barreto, Alessandro Gazzi, Jean Francois Gillet, Almiron, Emanuele Rivas, Ghezzal; poi ci sarebbero i vari Castillo, Kutuzov, Salvatore Masiello i quali si sono visti davvero poco, a causa di gravi infortuni.
Solo dopo aver fatto cassa e aver ceduto questi giocatori, si potrà passare alla fase due: cioè alla nomina del nuovo allenatore. Per questo ruolo si sono fatti tanti nomi. Per la verità i miei preferiti sono Auteri, della Nocerina, neo promossa in serie B, e Aglietti, dell'Empoli. Ci sarebbe poi anche Dal Canto, del Padova, e Di Francesco, del Pescara. Tutti allenatori emergenti, che hanno dimostrato di avere idee nuove, di attuare un calcio totale e, soprattutto, di saper lanciare i giovani, di cui il calcio italiano ha tanto bisogno.
Dopo aver scelto il nuovo allenatore, si passerà alla programmazione per la prossima stagione.
Sul fronte societario, anche qui, non vi sono novità di rilievo circa la possibilità di costituire una nuova cordata. La trattativa con gli imprenditori Ladisa e Guastamacchia, i quali hanno fatto richiesta di acquisto di alcune quote societarie, al momento, è in standby.

Un caro saluto a tutti

Un caro saluto a Marco e a tutti i fruitori di questo blog. Ho deciso di iscrivermi per poter dare il mio contributo alla discussione sul calcio, ed in particolare sulle problematiche dell'as Bari. Mi presento: sono Leonardo Gaudio, sono un giornalista sportivo e scrivo per Tuttosport.
Il mio obiettivo primario, però, è quello di riuscire ad inculcare nei tifosi una cultura sportiva, di cui sono fortemente carenti. Impresa difficilissima, impossibile? Io ci provo. Sono fermamente convinto che non si può esultare quando si vince e deprimersi quando si perde. Nella vita come nello sport è importante essere pronti ad accettare sia la vittoria, sia la sconfitta.
E' assurdo pensare che, dopo essere stati artefici di violenze e di distruzioni, oggi dobbiamo essere noi a imparare dagli hoolingans come ci si comporta all'interno di uno stadio. Allo stadio un tifoso deve andarci con uno spirito festoso, gioioso e non di guerriglia, come è accaduto a Bari nell'ultimo derby con il Lecce. Insisto: la partita allo stadio deve essere un momento di festa, di divertimento, anche nella sconfitta.
Vi racconto un aneddoto: quando nel 2006 ho partecipato alla maratona di New York, insieme con un amico ho assistito al Madison S. Garden, alla partita di Basket Nba tra Il New York e il Washington. Nonostante i padroni di casa avessero perso e di parecchio, ho visto i propri sostenitori uscire ridendo e cantando dal Madison S. G. E' possibile assistere, dopo una sconfitta, a scene come quelle anche dopo una partita di calcio? Io dico di sì. La ricetta è molto semplice: basta una dose di buon senso amalgamata con un'altra di civiltà.
Buona lettura a tutti!
Leonardo Gaudio