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martedì 31 maggio 2011
Giornalisti come prostitute?
Nel momento in cui il giornalista dimentica i propri diritti e doveri e assurge al ruolo di tifoso, diventa rischioso per la testata a cui lavora e pericoloso per la società civile. Ma se una testa permette a un siffatto giornalista di poter violare le linee guida della professione, allora significa che qui siamo al grottesto, ad una sorta di "Corrida''. Sorprende come mai, di fronte a tali gravi violazioni, gli organismi competenti, su tutti l'Ordine dei giornalisti, non intervengano, facciano finta di non vedere e di non sentire.
Su facebook è partita una iniziativa spontanea da parte di gruppi di persone, definite "cani sciolti'', che vorrebbero organizzare una contestazione (udite! udite!) "seria e pacifica'', contro il presidente del Bari calcio, Vincenzo Matarrese. A questa iniziativa sono stati invitati alcuni giornalisti a darne risalto. Prima osservazione: chi è l'organizzatore della manifestazione? (Pseudo)tifosi. A quale gruppo appartengono? Nessuno. Si tratta dei requisiti minimi per poter scrivere un articolo da parte di un giornalista. Già in passato sono state organizzate manifestazioni del genere, a cui poi hanno partecipato solo poche persone.
Ho visto che c'è stato qualcuno che ha dato risalto all'iniziativa usando dei termini, a mio avviso, impropri, quasi volesse incitare i "cani sciolti'' alla violenza. Addirittura, nel suo resoconto parla di 35 anni di "oligarchia'', insomma una sorta di dittatura da parte dei Matarrese. Probabilmente, egli confonde il ruolo di una società di calcio, privata, con quello di un capo di Stato, pubblico. E' come mettere sullo stesso piano Matarrese e Gheddafi. E' semplicemente assurdo, anacronistico. La verità è che, come al solito, qualcuno predica bene e razzola male: si predica la non violenza fuori e dentro gli stadi e poi la si incita con articoli a dir poco provocatori oltre che offensivi verso una persona onesta che ha un'unica colpa: quella di aver garantito per 35 anni il calcio professionistico in una città, come Bari, sporca, puzzolente, degradata e insicura. Senza che sia riuscita, in tutti questi anni, a trovare un'alternativa ai Matarrese.
Leonardo Gaudio
Il Barletta punta in grande: Kutuzov e Bremec nel mirino
trentaquattrenne è molto incerto sul suo futuro e deve prima fare le sue accurate decisioni su un futuro ancora in stand-by. L'altro nome è quello del centravanti del Bari, Vitalij Kutuzov.. Il nazionale bielorusso viene da una stagione travagliata di infortuni e potrebbe cercare di rilanciarsi in un club che punta alla tanto ambita serie Bwin. Anche qui ci sono tanti dubbi, poiché Kutuzov potrebbe diventare il perno dell'attacco biancorosso il prossimo anno.
Marco Fornaro
Milan, si cerca Klose
Non ha vissuto una stagione da protagonista e l'ipotesi che cambi aria si fa sempre più insidiosa. Stiamo parlando dell'imminente addio tra il Bayern Monaco e Miroslav Klose (33), centravanti tedesco di origini polacche che potrebbe accasarsi a Milano, sponda rossonera. Questi ultimi, infatti, devono tener conto che Inzaghi non potrà rientrare lucido come un tempo e che Ibrahimovic non può disputare tutte le partite. L'identikit di Klose sembra, dunque, quello perfetto per completare una rosa già di per se ottima, ma bisognosa di un uomo che sappia segnare sempre, quando chiamato in causa. Specie in Europa, oggetto del desiderio del Milan. Ma occhio alla concorrenza della Lazio, sempre più insidiosa nelle ultime ore. Sarà battaglia, anche nel mercato.
Marco FornaroSportsbook24.net
Napoli, De Laurentiis su Lamela
lunedì 30 maggio 2011
Donati: "Vorrei tornare a Bergamo"
Era uno di quelli che era dato per permanente con la casacca biancorossa e che ora, ai microfoni di tmw, mostra tutta la sua volontà di tornare nella sua seconda casa. Stiamo parlando di Massimo Donati, mediano del galletto, prossimo ad affrontare gli inferi della cadetteria: "Bergamo e la maglia dell'Atalanta, per me - spiega il centrocampista del Bari - sono rispettivamente una seconda famiglia e una seconda pelle. Ho sempre detto che voglio tornare e spero un giorno di poter realizzare questa mia volontà. Ma bisogna vedere se anche i dirigenti nerazzurri vogliono questo".
Marco Fornaro
Garzelli: "Non possiamo programmare, ancora"
Tante le difficoltà susseguitesi con il passare dei giorni per il povero galletto, che ha visto parlare, oggi, il direttore generale Claudio Garzelli:"Al momento la situazione è in divenire.,Abbiamo superato -riporta orgoglio barese.it- lo scoglio irto dei pagamenti degli stipendi, propedeutico all'iscrizione al campionato,ora siamo piu' tranquilli.C'è pero' da dire che al momento la società non è in grado di fare nessuna programmazione,non c'è la liquidità per farlo.Puntiamo fortemente sulle cessioni dei giocatori per poter monetizzare il piu' possibile,anche se la maggior parte degli introiti verranno riversati per onorare altri pagamenti in sospeso!"
Come ben noto ultimamente, i membri biancorossi rimangono in trincea, non sbottonandosi più di tanto sulla questione legata alla società:"I Matarrese sono in silenzio perchè ci sono delle situazioni ancora da definire.Potrebbe esserci l'ingresso di nuovi imprenditori e stiamo valutando anche la loro situazione economica"
Ma, dopo tutti i soldi incentivati dal merchandising, diritti tv, marchio etc, perché cotajti problemi? Ecco la giustificazione di Garzelli:"Negli ultimi due anni ci sono stati investimenti importanti, sin dalla promozione in serie A.Dobbiamo anche dire che,anche nelle difficoltà, i Matarrese hanno comunque garantito la sopravvivenza al club!"
Marco Fornaro
Tutto tace...
per la cessione di Erik Huseklepp, l'attaccante norveggese arrivato a gennaio a Bari. Per il resto si brancola nel buio più totale. Un po' a causa di sopravvenute e momentanee difficiltà economiche e poi perchè il presidente Vincenzo Matarrese, non ha ancora metabolizzato la imprevista e inaspettata retrocessione in serie B, dopo appena due anni di permanenza in serie A.
Al ds Angelozzi è stato dato il compito di vendere quanti più giocatori possibili, prima per fare cassa e abbassare il tetto ingaggi, secondo per mandare altrove quei calciatori che in qualche modo non hanno dato quanto ci si aspettava. I cosiddetti pezzi pregiati del mercato dell'as Bari sono Andrea Masiello, Vitor Barreto, Alessandro Gazzi, Jean Francois Gillet, Almiron, Emanuele Rivas, Ghezzal; poi ci sarebbero i vari Castillo, Kutuzov, Salvatore Masiello i quali si sono visti davvero poco, a causa di gravi infortuni.
Solo dopo aver fatto cassa e aver ceduto questi giocatori, si potrà passare alla fase due: cioè alla nomina del nuovo allenatore. Per questo ruolo si sono fatti tanti nomi. Per la verità i miei preferiti sono Auteri, della Nocerina, neo promossa in serie B, e Aglietti, dell'Empoli. Ci sarebbe poi anche Dal Canto, del Padova, e Di Francesco, del Pescara. Tutti allenatori emergenti, che hanno dimostrato di avere idee nuove, di attuare un calcio totale e, soprattutto, di saper lanciare i giovani, di cui il calcio italiano ha tanto bisogno.
Dopo aver scelto il nuovo allenatore, si passerà alla programmazione per la prossima stagione.
Sul fronte societario, anche qui, non vi sono novità di rilievo circa la possibilità di costituire una nuova cordata. La trattativa con gli imprenditori Ladisa e Guastamacchia, i quali hanno fatto richiesta di acquisto di alcune quote societarie, al momento, è in standby.
Un caro saluto a tutti
Il mio obiettivo primario, però, è quello di riuscire ad inculcare nei tifosi una cultura sportiva, di cui sono fortemente carenti. Impresa difficilissima, impossibile? Io ci provo. Sono fermamente convinto che non si può esultare quando si vince e deprimersi quando si perde. Nella vita come nello sport è importante essere pronti ad accettare sia la vittoria, sia la sconfitta.
E' assurdo pensare che, dopo essere stati artefici di violenze e di distruzioni, oggi dobbiamo essere noi a imparare dagli hoolingans come ci si comporta all'interno di uno stadio. Allo stadio un tifoso deve andarci con uno spirito festoso, gioioso e non di guerriglia, come è accaduto a Bari nell'ultimo derby con il Lecce. Insisto: la partita allo stadio deve essere un momento di festa, di divertimento, anche nella sconfitta.
Vi racconto un aneddoto: quando nel 2006 ho partecipato alla maratona di New York, insieme con un amico ho assistito al Madison S. Garden, alla partita di Basket Nba tra Il New York e il Washington. Nonostante i padroni di casa avessero perso e di parecchio, ho visto i propri sostenitori uscire ridendo e cantando dal Madison S. G. E' possibile assistere, dopo una sconfitta, a scene come quelle anche dopo una partita di calcio? Io dico di sì. La ricetta è molto semplice: basta una dose di buon senso amalgamata con un'altra di civiltà.
Buona lettura a tutti!
Leonardo Gaudio
Chi sbaglia paga. O almeno dovrebbe...
Le scuse da parte loro non arrivano e probabilmente non arriveranno mai. Perché loro delle bandiere, dell'Unione di squadra e del bene dei supporters non se ne importano nulla! Oltre che a raffigurare i giocatori del Bari 2010/2011 questa affermazione rispecchia quello che oggi, nostro malgrado, è diventato il gioco che, con tutti gli imbrogli e le disgrazie accadute, seguiamo con più frequenza: il calcio. Quello di cui si ciba una piazza che ogni giorno toglieva ore al lavoro per sapere news sulla sua squadra, retrocessa mentalmente da ottobre. O che ogni santissima domenica al posto di dedicare tempo alle rispettive famiglie, decidono di star vicini, anche se da casa, ai loro, oramai, "ex" beniamini. E non solo durante i 90 minuti. Dal prepartita alla gara, sino al consueto e fatidico post-partita. Una quartina di ore che fa infuriare anche le mogli, per le quali l'attenzione si riduce allo 0. E i tifosi hanno vissuto tutto questo: 6 giorni dopo il lavoro si cerca di rilassarsi ed invece ci si rovina anche la Domenica. Per cosa? Per coloro che, sopravvalutati, hanno preso in giro una piazza costituita da pane e calcio. Tanti sacrifici per non ricevere nemmeno un semplice "scusate". Da nessuno. E questo è ignobile! Perché mentre loro, in maggioranza, abbandoneranno la barca che gli ha lanciati nel grande calcio per calcare ancora i terreni di A, noi, con chi ci seguirà, staremo in cadetteria, senza sapere quando e sè ne usciremo in breve tempo. Ma in fin dei conti, la colpa non è solo la loro. Ricordiamo lo scadente staff medico dell'As Bari che ha portato alle varie ricadute di Ghezzal, Castillo, Raggi, Kutuzov e, con tutta probabilità, di Barreto. Per non parlare del malanno inesistente di Almiron. Perché non è stato visto? Sul banco degli imputati, ora, ci devono finire anche loro, come giusto che sia. Ed allora, se la gente vuole spiegazioni a chi le deve chiedere, dato che è ingiusto che coloro che hanno mal curato la situazione debbano starsene con le mani in mano protetti da chiunque? Ed allora proponiamo, come in pochi hanno fatto, una semplice conferenza stampa da far tenere a loro, responsabili almeno dell'70%. Almeno...
Facile mandare i giocatori a prendersi le loro, comunque meritate, contestazioni. Ma occhio a non dare addosso solo a loro. Perché i colpevoli sono anche altri.
E il presidente? Oh carissimo presidente... Dimenticavamo proprio te...Perché viene a rilasciare dichiarazioni ai media solo ed esclusivamente quando le sparano bombe sotto casa (giusto che lo faccia), ma non lo fa mai quando deve giustificare le contestazioni o una retrocessione paradossale?
Tanti quesiti cui, ahinoi, causa comportamenti di alcune date persone, non avremo mai e poi mai alcuna risposta.
Giocatori, Staff medico e Presidente. Tre anelli che non si vogliono incastrare nelle fradicie e stanche dita dei tifosi baresi. Chi sbaglia paga, dice un proverbio. Eppure, loro non pagano mai...
Marco Fornaro